Il processo a Capitan America

Pubblicato: ottobre 17, 2011 in recensione
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Torno a consigliarvi acquisti nel mondo delle nuvole parlati.

Alla fine doveva succedere. L’identità di Capitan America non poteva restare nascolta ancora per molto tempo. Nemmeno il passato di James “Bucky” Burnes potevamo sperare rimanesse un segreto.

Ora tutti sanno che Capitan America in passato era il Soldato d’inverno, un killer sovietico tenuto in animazione sospesa per tutta la guerra fredda ed usato per sabotare gli Stati Uniti.

Dopo il passaggio dello scudo è successo tutto in fretta, James non ha avuto il tempo di riflettere su tutto quello che gli stava accadendo. Ora che Zemo ha mostrato al mondo gli scheletri nell’armadio del nuovo Capitan America;l’opinione pubblica sarà pronta ad accettarlo? Ma prima di tutti Bucky crede di essere degno dello scudo?

La redenzione non è una cosa che ti regalano, mai. La redenzione bisogna conquistarsela.

Capitan America, quindi, finirà sotto processo. Bucky dovrà dimostrare di essere innocente. Ma dovrà, prima, convincere se stesso.

Conservare ogni ricordo dei crimini commessi, pur sapendo di essere stati manipolati, non aiuta.

Come presto impariamo tutti, oggi, affrontare un processo significa dover dimostrare la propria innocenza in due campi da gioco diversi: in tribunale e sui media.

Il processo a Capitan America non sarà esente da tutto ciò.

 

In Italia tutto ciò è su Capitan America & i Vendicatori Segreti 14, 15 e 16.

Una cagata. Non vale la pena perderci 90 minuti della propria esistenza.

Echo n. 4

Pubblicato: settembre 23, 2011 in recensione, Uncategorized
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Echo, è uno splendido serial.
Punto. Dovrebbero bastare queste parole. Ma forse conviene spiegare ciò che si scrive.

Echo è un’analisi del potere corruttivo che politica ed economia hanno sulla scienza e sul progresso.
(Avete mai notato come tutte le novità scientifiche, inesorabilmente, arrivino dal campo militare?)

Echo è ricco di suspense ed angoscia, e il quarto tp, in particolare, è il migliore finora uscito.

Uno dei suoi punti di forza è rappresentato dai dialoghi: mai banali di ispirazione cinematografica /televisiva.

L’altro sono, ovviamente, i disegni. Provate a sfogliarlo e mi darete ragione.

Xenogenesis

Pubblicato: settembre 5, 2011 in recensione

“non sono mai venuto in questa parte del mondo senza che tutto andasse storto”.

Si apre così il discorso di Wolverine sull’Africa, luogo della missione degli x-men nei 3 numeri di Astonishing: X-men. E si chiude in crescendo:

“ti dirò una cosa su Nelson Mandela. Ha diretto una guerriglia–perciò guidava gruppi di assassini.Sono morti dei civili. E sai come si chiama una persona così negli Stati Uniti?”

Discorso poco politically correct, che Warren Ellis mette in bocca a Logan e che basta al lettore per convincerlo a proseguire.

Andando avanti si scopre che la questione non è così semplice. Il giudizio di Ellis sulla condizione politica del continente africano è più complessa.

Analizzando i personaggi si può capire tutto meglio. Anzitutto i personaggi sono fisicati, più che muscolosi, rappresentano in pieno il supereroi. Tutti eccetto una Emma Frost. La regina bianca, che storicamente e l’x-men meno avvezo all’azione è una tettona maliziosa, pronta a tutto, e che grazie a Dio non ha quel seccante atteggiamento kinky quasi fosse una mistress sadomaso con cui spesso viene dipinta.

Emma è quindi una parodia di se stessa. Guardando sotto questa luce anche gli altri personaggi:

Scott e il classico yankee, un po’ buonista che chiederà scusa ad Ororo per le parole di Logan sull’Africa e che si sente rispondere, dalla stessa, che quelle parole son tutte vere.  Inoltre secondo Ellis come caposquadra non deve valere molto; spesso gli altri compagni lo scavalcano prendendo iniziative. Infatti nel secondo volume discutendo con La Bestia dirà:

“posso riprendere il comando della missione” 

Logan è il militare, ciò spiegherebbe il discorso precedente e successivamente nil diverbio con il presunti antagonista della vicenda il dr Crocodile.

Ed infine il Dr Crocodile. Capo di stato del Mbangawi. Alla fine del primo episodio è lui l’antagonista che si pone tra gli x-men e il loro obiettivo, ma che già nel secondo episodio si rivela un prezioso alleato. E’ il suo atto finale che macchia di drammaticità l’incontro.
Ellis però ne mitiga la colpa facendogli recitare la frase :

“e a nessuno importerà. Questo non è un disastro petrolifero, né un uragano. E’ solo un villaggio in Africa. Vedete tutti vogliono salvare il mondo. Ma a ness uno importa del M’bangwi. A nessuno tranne a me”

Per tutti questi motivi e considerando che, nuovi, i tre volumi vengono a costare un totale di 9 euro (se rinunciate alla copertina in PVC) non posso che consigliarlosia  a chi segue gli x-men sia a quelli che hanno solo visto i film; affibiandogli un  buon 7.5.

Alla ricerca dei nuovi vendicatori.

Pubblicato: agosto 23, 2011 in Nerd

Iron Man 35.

Una pagina che vale tutto l’albo. (presa da Avengers #1)

Iron Man non è Tony Stark, ma Sawyer

Pubblicato: agosto 23, 2011 in Nerd
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La Tetra Caccia

Pubblicato: agosto 18, 2011 in recensione, Uncategorized
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Con questo “story-arc” Kelly, l’autore, va decisamente oltre la brutalità di “Squame” sconfinando nel campo dell’horror.

Sin dal suicidio di Kraven il Cacciatore, sua moglie Sasha ne ha progettato la resurrezione. Sasha Kravinoff, però, non è una moglie devota e affranta, ma più una nobile decaduta ossessionata dal lignaggio e dal potere della sua famiglia persi dai tempi della rivoluzione russa e definitivamente smarriti con la morte del marito . Lo stesso Kelly in un intervista afferma di essersi ispirato ad una leonessa:nobile e fiera. Interessante è il parallelo che si può fare, guardando a queste tematiche, con la batmaniana Talia,  la figlia del Demone.

Sasha porterà il suo attacco a Spiderman su più fronti: mentale; fisico; sociale e, specialmente, spirituale. Tutto per prepararlo al sacrifico di sangue necessario per risvegliare il defunto marito. Come farebbe ogni bravo cacciatore, infatti, la preda viene attaccata quando è più debole; magari proprio dopo un’infinita seriedi scontri con i suoi vecchi nemici

Sacrifici rituali. Non a caso questa è la storia più horrorifica mai scritta su Spider-Man,  perderà la vita in uno di questi sacrifici la terza Spider-Woman e dopo diverse torture anche Madam Web passerà a miglior vita. Con buona pace di chi lamenta l’origine “All-Ages” di Peter Parker e del suo alter-ego.

In questa caccia saranno coinvolti tutti i membri della famiglia Kravinoff: Ana, apparsa meno di un anno fa in una storia tutt’altro che memorabile; Alyosha il figlio mutante; e Vladimir (il Tetro Cacciatore) resuscitato attraverso il sacrificio di Spider-Woman.

Sarà, infatti, uno scontro tra la famiglia dei cacciatori e quella dei ragni, concetto più volte sottolineato da Kaine e dal Camaleonte. Sfida che è, inevitabilmente, un richiamo a “l’ultima caccia”. Anche li Kraven si batteva contro il ragno, non contro l’uomo ragno in se, ma contro l’essenza rappresentata dal costume dell’amichevole di quartiere.

Parecchie sono le citazioni e gli omaggi fatti a “L’ultima caccia” lungo tutto l’arco di vicende. I più evidenti sono, senza dubbio, le scende dedicate a Spider-Man che esce dalla tomba e il discorso di Kraven a Sasha, dove lo stesso cacciatore indica “L’ultima caccia” come il suo più grande capolavoro.

Sarà proprio questo a portare al fallimento i sogni di Sasha. Questa infatti non ha mai capito che il suicidio di Kraven non fu il manifestarsi di un fallimento, ma (agli occhi del marito) il coronamento della caccia perfetta, per questo motivo il risorto è tutt’altro che felice nel ritrovarsi dalla parte illuminata del terreno.

Lo stesso autore dirà in un intervista:

“ […]I think Sasha is motivated by the death of her husband, but I also think it goes a lot deeper than that. It’s not just she wants to restore the clan, it’s that she’s kind of constitutionally incapable of understanding what her husband did and why he did it.”

Giudizio finale: 8