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La Tetra Caccia

Pubblicato: agosto 18, 2011 in recensione, Uncategorized
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Con questo “story-arc” Kelly, l’autore, va decisamente oltre la brutalità di “Squame” sconfinando nel campo dell’horror.

Sin dal suicidio di Kraven il Cacciatore, sua moglie Sasha ne ha progettato la resurrezione. Sasha Kravinoff, però, non è una moglie devota e affranta, ma più una nobile decaduta ossessionata dal lignaggio e dal potere della sua famiglia persi dai tempi della rivoluzione russa e definitivamente smarriti con la morte del marito . Lo stesso Kelly in un intervista afferma di essersi ispirato ad una leonessa:nobile e fiera. Interessante è il parallelo che si può fare, guardando a queste tematiche, con la batmaniana Talia,  la figlia del Demone.

Sasha porterà il suo attacco a Spiderman su più fronti: mentale; fisico; sociale e, specialmente, spirituale. Tutto per prepararlo al sacrifico di sangue necessario per risvegliare il defunto marito. Come farebbe ogni bravo cacciatore, infatti, la preda viene attaccata quando è più debole; magari proprio dopo un’infinita seriedi scontri con i suoi vecchi nemici

Sacrifici rituali. Non a caso questa è la storia più horrorifica mai scritta su Spider-Man,  perderà la vita in uno di questi sacrifici la terza Spider-Woman e dopo diverse torture anche Madam Web passerà a miglior vita. Con buona pace di chi lamenta l’origine “All-Ages” di Peter Parker e del suo alter-ego.

In questa caccia saranno coinvolti tutti i membri della famiglia Kravinoff: Ana, apparsa meno di un anno fa in una storia tutt’altro che memorabile; Alyosha il figlio mutante; e Vladimir (il Tetro Cacciatore) resuscitato attraverso il sacrificio di Spider-Woman.

Sarà, infatti, uno scontro tra la famiglia dei cacciatori e quella dei ragni, concetto più volte sottolineato da Kaine e dal Camaleonte. Sfida che è, inevitabilmente, un richiamo a “l’ultima caccia”. Anche li Kraven si batteva contro il ragno, non contro l’uomo ragno in se, ma contro l’essenza rappresentata dal costume dell’amichevole di quartiere.

Parecchie sono le citazioni e gli omaggi fatti a “L’ultima caccia” lungo tutto l’arco di vicende. I più evidenti sono, senza dubbio, le scende dedicate a Spider-Man che esce dalla tomba e il discorso di Kraven a Sasha, dove lo stesso cacciatore indica “L’ultima caccia” come il suo più grande capolavoro.

Sarà proprio questo a portare al fallimento i sogni di Sasha. Questa infatti non ha mai capito che il suicidio di Kraven non fu il manifestarsi di un fallimento, ma (agli occhi del marito) il coronamento della caccia perfetta, per questo motivo il risorto è tutt’altro che felice nel ritrovarsi dalla parte illuminata del terreno.

Lo stesso autore dirà in un intervista:

“ […]I think Sasha is motivated by the death of her husband, but I also think it goes a lot deeper than that. It’s not just she wants to restore the clan, it’s that she’s kind of constitutionally incapable of understanding what her husband did and why he did it.”

Giudizio finale: 8

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Squame

Pubblicato: luglio 21, 2011 in recensione
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Letta tutta di fila “Squame” tiene incollati alle pagine dall’inizio alla fine; è una storia brutale e intensa, un dramma personale che sfocia in un horror.

Proprio per i toni horrorifici anche il personaggio di Peter Parker alias Spider-Man cambia, non sorprende vederlo serio, tormentato dal rimorso, logoro ed emozionalmente fragile. Tra un pugno e l’altro sparisce il tipico umorismo ragnesco.

Ma l’evoluzione, anzi le evoluzioni, più interessanti sono quelle di Lizard. Rispetto a tutte le sue precedenti  versioni e all’interno della storia stessa.

Nel primo caso il lucertolone non è solo un mostro intenzionato a sterminare i mammiferi, ma è molto di più; capisce che il suo punto debole è il suo alterego: il Dott. Connors. Quindi, lo elimina dal campo delle variabili; per sempre.
Dalla metà in poi di “Squame” non si assiste più al riproporsi dello scontro interiore tra la mente di Jeckyll e la furia di Hyde che il personaggio si porta dietro, e che lo condanna sempre alla sconfitta.

All’interno della storia, Lizard da quando esce allo scoperto cambia in ogni numero da bestia feroce a mostro intelligente arrivando addirittura a provare sentimenti.  Evoluzione, che Bachalo sottolinea con una diversa resa grafica per ogni stadio; alla fine sarà addirittura fornito di fluente chioma.

Inutile stare a commentare i disegni di Bachalo: l’uso delle ombre e delle linee spesse, i dettagli dei personaggi e degli sfondi ed il layout di ciascuna pagina sono fantastici.
L’artista riesce ad essere selvaggio senza risultare confuso. La pagina con Lizard e Spidey faccia a faccia dovrebbe diventare un poster.

Più in generale, la maxi-trama de “La sfida” ha riportato in scena i vecchi nemici di Spider-man, aggiornati cresciuti, spogliati di quell’aria un po’ naif che avevano alle origini e caricati di altri valori:Rhino sposato e desideroso di aver una vita normale, L’Uomo Sabbia padre protettivo, Electro vendicatore sociale anti-casta, Doc Ock malato terminale, tutti restyling ottimamente riusciti.

Straconsigliato l’acquisto. Possibilmente nei volumi in lingua originale, nella speranza che Panini ne tragga un 100%.